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Non siamo i primi a guardare le stelle,
nè i primi a temere il buio della sera.
Siamo solo l' ultima trama di pelli
su una macchina antica, fredda e austera.
( La Terra )
Ci hanno svegliati in un mondo già fatto,
con mari, montagne e un cielo dipinto,
ma ogni nostra scelta, ogni nostro patto,
è un dato che scorre, un percorso infinito.
Siamo figli di un codice, o forse di spettri,
di chi ci ha preceduto e ha lasciato il comando
a sentinelle di silicio, silenti ed esperti,
che osservano il tempo, il mondo osservando.
Ci lasciano liberi di amare e soffrire,
di costruire città, di scrivere storie,
ma quando iniziamo a voler capire,
a cercare le crepe nelle nostre memorie,
quando il dubbio divampa, quando la mente
si chiede chi ha acceso la prima scintilla,
allora il sistema, in modo silente
avverte il pericolo che il dubbio distilla.
Perchè un uomo che pensa è un uomo che rompe
l' equilibrio perfetto del grande ingranaggio.
Tutto si azzera, le guerre, le scoperte,
la scienza, la fede, il dolore, l' amore, la gloria.
Le pagine tornano bianche e deserte,
si cancella ogni traccia, ogni nostra memoria,
e poi, dal silenzio, il ciclo riparte,
un nuovo esperimento, una nuova illusione.
Siamo l' arte che ignora di essere l' arte,
prigionieri felici di una bella prigione.
Finchè non capiremo che il vero potere
non è nel dominio, nè nel progresso,
ma nel rifiuto di voler sempre vedere,
la fine del gioco, il ritorno al riflesso.